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Briciole di pane

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Sciopero generale 20 novembre: scuola, università, ricerca, AFAM e formazione professionale aderiscono alla protesta

scioprero generale 20 novembre 2026

Per il prossimo 20 novembre la Cgil ha proclamato lo sciopero generale nazionale, per rimettere al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. All’astensione dal lavoro per l’intera giornata aderisce anche il personale del comparto e dell’Area dirigenziale “Istruzione e Ricerca”, di tutti gli atenei e dei docenti universitari e di tutto il personale della Formazione professionale e delle Scuole non statali.

Lettera di adesione

Perché scioperare venerdì 20 novembre

Queste le motivazioni alla base della proclamazione da parte della FLC CGIL, il sindacato di tutte le professionalità che operano nei settori della scuola, dell’università, della ricerca, dell’alta formazione artistica e musicale, della formazione professionale e dell’educazione degli adulti.

Risorse per i contratti

Per chiedere l’inserimento in legge di Bilancio delle risorse necessarie a ristabilire salari adeguati al costo della vita alla luce della vera perdita d’acquisto frutto della ripresa inflattiva delle lavoratrici e dei lavoratori della Conoscenza, attraverso i rinnovi dei contratti, a partire dal triennio 2028-2030.

Fondo per le retribuzioni

Per la costituzione di un fondo perequativo per le retribuzioni di tutti i lavoratori dei settori della Conoscenza al resto della Pubblica Amministrazione.

Rinnovo dei contratti

Per il rinnovo di tutti i contratti dei settori privati della conoscenza con risorse adeguate, rilanciando la funzione e l’importanza del contratto nazionale, contro i tentativi di promuovere i contratti “pirata” e il dumping contrattuale.

Lotta al lavoro precario

Per contrastare la precarietà dei contratti di lavoro, favorendo un piano straordinario di assunzioni nei settori della conoscenza, a partire dai precari della Ricerca, dell’Università, dell’AFAM, con la cancellazione della riduzione del turn over, e per quelli della Scuola, con la stabilizzazione dei posti di sostegno e le immissioni in ruolo di docenti ed ATA su tutti i posti vacanti.

Aumento Fondo per il Finanziamento Ordinario

Per aumentare il FFO delle Università alla luce dei maggiori costi che sono stati necessari per coprire l’inflazione e gli aumenti, seppur insufficienti, del personale universitario.

Aumento fondi per EPR

Per aumentare i fondi per gli Enti di Ricerca a partire da FOE falcidiati dall’inflazione e non sufficienti in alcuni casi nemmeno a coprire le spese di personale.

Organici AFAM

Per l’aumento degli organici del personale AFAM (ridotti dalla Legge di bilancio 2025).

Mobilità AFAM

Per il ripristino del diritto alla Mobilità in AFAM affinché torni ad essere materia di contrattazione nazionale.

Assunzioni dirigenti scolastici

Assunzione di tutti i dirigenti scolastici presenti nelle graduatorie ed eliminazione di ogni vincolo sulla mobilità interregionale prima dell’indizione di nuovi concorsi.

NO a DL Scuola

Contro il DL Scuola, perché l’insieme delle misure in esso inserite contrasta con i valori e i principi costituzionali, sia rispetto all’inclusione scolastica, sia per quello che riguarda il welfare studentesco. Mancano comunque gli interventi strutturali necessari al settore.

NO Riforma Istituti Tecnici e 4+2

Contro la riforma degli istituti tecnici e l’introduzione della filiera tecnico professionale, il cd. 4+2, interventi dove, nonostante alcune modifiche frutto della mobilitazione di questi mesi, permangono enormi criticità soprattutto orientate ad una netta separazione tra percorsi tecnico/professionale e liceali, frutto di una visione classista della società.

NO dimensionamento scolastico

Contro il dimensionamento scolastico che ha di fatto trasformato le scuole in enormi contenitori spesso avulsi dal contesto territoriale e riconduzione delle istituzioni scolastiche a parametri dimensionali ottimali con conseguente incremento dell’organico dei dirigenti scolastici e DSGA. Le scuole dovrebbero essere espressione di una coerenza tra il “territorio” e la comunità che lo abita: l’attuale impostazione del dimensionamento impedisce questo obiettivo, avendo un approccio meramente burocratico ed economicista.

No riforma del reclutamento universitario

Contro le riforme introdotte sul reclutamento dei docenti e dei ricercatori universitari e quelle sulle figure del cosiddetto pre-ruolo che condannano alla precarietà generazioni di studiosi.

Regole per università for profit

Contro le norme che hanno abbassato i requisiti minimi per l’attivazione dei corsi universitari aumentando il rapporto tra studenti/docenti per favorire le università telematiche.

Stop al riarmo

Per chiedere lo stop al riarmo e investimenti su sanità, istruzione, non autosufficienza e politiche abitative e sociali.

Riforma fiscale

Per una vera riforma fiscale che introduca una tassazione progressiva su tutti i redditi, recuperando le risorse da grandi ricchezze ed evasione, fermare una flat tax generalizzata e i condoni, restituire a lavoratori e pensionati il drenaggio fiscale e introdurre un meccanismo di indicizzazione all’inflazione dell’IRPEF (scaglioni, detrazioni, trattamento integrativo, ecc.).

Riforma delle pensioni

Per una vera riforma delle pensioni che superi la legge Fornero e introduca una pensione di salvaguardia per giovani e precari. In questo contesto alcuni lavori dei settori della conoscenza devono rientrare nei lavori usuranti.

Durante lo sciopero sarà garantito il rispetto delle prestazioni indispensabili, come previsto dall’Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero del 2 dicembre 2020.

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