๐๐๐ผ๐ฟ๐ถ ๐น๐ฎ ๐ด๐๐ฒ๐ฟ๐ฟ๐ฎ ๐ฑ๐ฎ๐น๐น๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐ป๐ผ๐๐ฐ๐ฒ๐ป๐๐ฎ! ๐๐ผ๐ป๐๐ถ๐ป๐๐ฎ ๐นโ๐ถ๐บ๐ฝ๐ฒ๐ด๐ป๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐ฑ๐ถ ๐๐ผ๐น๐ผ๐ด๐ป๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐ป๐๐ฟ๐ผ ๐น๐ฎ ๐ฝ๐ฒ๐ฑ๐ฎ๐ด๐ผ๐ด๐ถ๐ฎ ๐ฑ๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐ด๐๐ฒ๐ฟ๐ฟ๐ฎ ๐ป๐ฒ๐ถ ๐น๐๐ผ๐ด๐ต๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐น๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ผ. ๐จ๐ป ๐ผ๐ฟ๐ฑ๐ถ๐ป๐ฒ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐ด๐ถ๐ผ๐ฟ๐ป๐ผ ๐ถ๐ป ๐ผ๐ด๐ป๐ถ ๐๐ฐ๐๐ผ๐น๐ฎ
Nei giorni scorsi, la riunione delle RSU scuola della FLC di Bologna ha approvato allโunanimitร un ordine del giorno da portare in discussione e delibera negli organismi collegiali (collegi docenti e consigli dโistituto) in tutti gli istituti della provincia.
Un documento che riconosce il ruolo costituzionale delle forze armate come organo della Repubblica antifascista ma che contestualmente chiede alle scuole di impegnarsi a non esporre e/o diffondere materiali che facciano propaganda di attivitร belliche, arruolamento e vita militare, di non accogliere progetti in partenariato con strutture militari o aziende coinvolte nella produzione e nella vendita di materiale bellico, di non organizzare visite e viaggi di istruzione presso strutture militari e di realizzare stage e sessioni di PCTO (ora FSL) esclusivamente presso strutture civili.
Inoltre, chiede lโimpegno di rafforzare le attivitร che mettano al centro lโeducazione alla pace, allโaccoglienza, alla solidarietร , al rispetto dei diritti umani e alla risoluzione nonviolenta dei conflitti, ponendole tra le finalitร educative del PTOF. Si chiede, infine, di promuovere iniziative che accompagnino gli studenti e le studentesse nellโapprofondimento della storia, nella discussione critica delle dinamiche geopolitiche e delle situazioni internazionali attuali, fornendo loro strumenti per riconoscere e gestire emozioni come paura e ansia causate dalla forte esposizione a notizie e immagini di guerra. Rendere pubblica e manifesta la scelta di lavorare in una scuola libera da guerre e violenza.
Unโiniziativa che vuole anche ribadire e difendere la centralitร della discussione democratica, delle delibere e l'autonomia degli organi collegiali, sempre piรน spesso sotto attacco, negli ultimi periodi, da ingerenze esterne dello stesso Ministero che invia ispettori nelle scuole o punta il dito contro docenti, lavoratrici e lavoratori che nella loro libertร dโinsegnamento promuovono attivitร didattiche e discussioni sul mondo che ci circonda.
Un mondo, purtroppo, pieno di conflitti dove ormai il diritto internazionale e la diplomazia sono stati calpestati dalla logica del piรน forte e dallโuso della forza militare come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, in spregio alla nostra carta costituzionale che non dร margini di ambiguitร : โL'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertร degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.โ No alla pedagogia della guerra. I luoghi del sapere sono luoghi di pace.
Il testo dellโordine del giorno scaricabile lo trovi in allegato.