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Riorganizzazione del Ministero: le valutazioni della FLC CGIL

da Flcgil.it

Nell’incontro svoltosi il 3 febbraio 2020 al Ministero, alla presenza del capo di Gabinetto dell’Istruzione Dott. Luigi Fiorentino, la FLC CGIL, rappresentata dal Segretario Generale Francesco Sinopoli, in riferimento al DL 1/2020 che detta disposizioni urgenti per la riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione, ha sottolineato le principali disfunzionalità che penalizzano il sistema scolastico, l’Università, la Ricerca e l’Afam e che in questa fase sono aggravate dal complessivo rallentamento dell’azione amministrativa in conseguenza della mancata copertura di ruoli di responsabilità in importanti strutture centrali e regionali.

Pur nella consapevolezza che la riorganizzazione interna fra dipartimenti, Direzioni e Uffici rimane competenza e responsabilità dell’Amministrazione, abbiamo in premessa ribadito l’importanza della costruzione di un efficace sistema di relazioni sindacali e, in quest’ottica, sollecitato il rappresentante del ministro dell’Università e della Ricerca affinché, a ormai un mese dalla nascita del nuovo ministero, vengano convocate le Organizzazioni Sindacali per cominciare ad affrontare i tanti temi aperti, a cominciare dal ruolo del ministero rispetto alla costituenda Agenzia per la Ricerca, dal precariato e dalla necessità di riprendere il confronto sui temi che riguardano il rinnovo del CCNL e il confronto con l’ARAN sulle modifiche dell’ordinamento professionale del personale.

Abbiamo quindi ricordato le principali questioni che vanno rapidamente affrontate per dare smalto e funzionalità all’azione del sistema scolastico:

  • La funzionalità del sistema SIDI: attendiamo da ben due gestioni ministeriali che si riesca a mettere mano a questa che è una delle massime disfunzioni che denunciamo da tempo: due anni fa ci è stato detto che si era in attesa di un rifinanziamento per la sostituzione o l’implementazione del sistema che non dialoga sufficientemente bene con le scuole (costrette a ricorrere agli applicativi privati a pagamento). Siamo ancora fermi a quella data.
  • Una maggiore efficienza degli Uffici territoriali che stanno scaricando sulle scuole incombenze che appartengono alla competenza degli uffici territoriali: basti pensare alla vicenda di passweb che fa marcare una totale assenza di capacità risolutiva da parte degli Uffici centrali, mentre l’INPS impone le sue scelte alle scuole che pure appartengono ad un’altra amministrazione, all’amministrazione dell’Istruzione appunto.
  • La desertificazione di personale che si sta verificando da anni negli uffici territoriali, che vedono progressivamente diminuire il numero degli addetti senza che si metta mano alla loro sostituzione, tanto da essere costretti a scaricare ogni sorta di adempimento sulle scuole.
  • Un contatto diretto fra Ministero e Scuole non funzionale alla risoluzione delle problematiche: attraverso l’istituzione dell’Help desk si è tentato di bypassare di fatto il luogo intermedio territoriale ma il meccanismo, varato da più di un anno, ha mostrato molte disfunzionalità che sarebbe necessario verificare.
  • Il superamento della subordinazione agli uffici del MEF: le scuole subiscono i comportamenti spesso vessatori delle ragionerie provinciali che agiscono in piena autonomia senza indicazioni univoche e con atteggiamenti spesso diversi da provincia a provincia sugli stessi argomenti.
  • La necessità di ottenere parità di trattamento del personale delle scuole italiane, dei corsi e dei lettorati all’estero in materia di mobilità, trattamento accessorio e assegnazione di sede e l’estensione anche al personale MI delle agevolazioni (soprattutto economiche, a partire dall’unificazione dei coefficienti di sede) del personale MAECI, attraverso un’azione di forte coordinamento tra MAECI e MI e nell’ambito della contrattazione integrativa nazionale.
  • L’avvio regolare dell’anno scolastico e la tempestiva copertura degli oltre 200 mila posti docenti e Ata.
  • Le questioni che si ripropongono, sempre uguali ogni anno e mai risolte, relative alla gestione delle supplenze: supplenze miste, part time e completamenti che il sistema non registra, supplenze per assenze degli amministratori e congedi orari, pagamento del sabato e domenica una volta completato l’orario settimanale in cinque giorni, ecc;.
  • L’armonizzazione dei tempi della scuola (settembre- agosto) con quelli delle altre amministrazioni (1° gennaio – 31 dicembre) e la necessità di un adattamento alla specificità delle scuole delle innovazioni normative che riguardano la generalità della pubblica amministrazione.
  • Un sistema nazionale di valutazione del sistema scolastico autonomo e non incardinato all’interno del Ministero, né nel Ministero dell’Università e Ricerca: l’INVALSI deve poter svolgere un lavoro di ricerca indipendente per fornire al decisore politico i dati necessari per un’azione di miglioramento consequenziale ed efficace.
  • Un efficace sostegno ai dirigenti scolastici nella loro attività di direzione della comunità educante attraverso il supporto dell’amministrazione sulle principali problematiche e un confronto continuo sull'impatto delle innovazioni normative e amministrative sulla scuola.

Naturalmente si è evidenziato come su tutto gravi il tema degli scarsi investimenti in Istruzione e Ricerca e della necessità del loro allineamento alla media dei Paesi Europei. È questione di priorità politica. Il settore formativo è la più grande infrastruttura del nostro Paese con oltre 1 milione e 200 mila addetti: scuola università, ricerca e Afam sono luoghi ad alta concentrazione di intellettualità. Prendersi cura di lavoro prestato in questa grande infrastruttura significa promuovere la crescita economica e democratica del Paese.

A fine riunione la parte pubblica ha assicurato che la riorganizzazione dei due Ministeri sarà oggetto di confronto costante con le parti sociali e che, anche sui temi sollevati, si avvierà presto il confronto, preannunciando al riguardo che a breve arriveranno le convocazioni formali.

 
 

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