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MOLTO PIÙ CHE PROMESSE : VOGLIAMO UN'UNIVERSITÀ PER IL FUTURO DEL PAESE!

Da anni, attraverso campagne e mobilitazioni, denunciamo le condizioni di precarietà in cui si trovano a lavorare borsisti, dottorandi, assegnisti, co.co.co., docenti a contratto dell’Università di Bologna, e la mancanza di risorse adeguate destinate al reclutamento, sia a livello di ateneo che nazionale.

 

Oggi portiamo avanti le nostre rivendicazioni su due piani:

  1. Una mobilitazione nazionale per chiedere al Governo di introdurre da subito, a partire dalla imminente Legge di Stabilità, un investimento strutturale di 1,5 mld di euro, necessari per recuperare almeno il gap finanziario di questi anni, e procedere subito a mettere in atto dispositivi normativi con l’obiettivo di risolvere la disparità di accesso allo studio e al lavoro nelle università.
  2. Una serie di azioni legali rivolte a RtDA e assegnisti di ricerca per portare di fronte alla Corte di Giustizia Europea e al Comitato Europeo dei Diritti Sociali l’abuso dei contratti a termine da parte del sistema universitario italiano e la loro condizione di insopportabile e perdurante precarietà 

Perchè le nostre rivendicazioni possano ottenere ascolto, c’è bisogno della partecipazione di tutt* !

 

PARTECIPA all’Assemblea di Ateneo lunedì 7 ottobre dalle ore 17.00 alle ore 19.00 presso l’Aula P del Complesso Belmeloro (Via Andreatta 8)

 

VERIFICA qui http://bit.ly/2nMbpcA se hai i requisiti per partecipare alle nostre azioni legali e come farlo.

[NB. per l'Ateneo di Bologna la possibilità di inviare la propria manifestazione di interesse è prorogata al 15 ottobre 2019. Al termine dell'Assemblea del 7/10 sarà possibile aderire alla manifestazione di interesse.]

 

Invertire la rotta sulle politiche che riguardano il sistema universitario non serve solo a chi lavora e studia negli atenei italiani, ma serve all’intera società per affrontare le sfide e le emergenze che la collettività si trova ad affrontare, a partire dalla crisi climatica in atto. L’Università e la Ricerca devono essere gli strumenti fondamentali in grado di mettere in discussione un modello di sviluppo distruttivo che mette al rischio il futuro degli esseri umani e del pianeta.

 

Le condizioni delle/dei precar* della ricerca e della didattica sono indissolubilmente legate a quelle delle altre componenti accademiche: personale tecnico amministrativo, professori, lettori CEL, lavoratori in appalto. Tutte queste figure professionali sono invitate a partecipare e ad unirsi alla nostra lotta!

 

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