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Firma separata CCNI Mobilità

 

Al Prof. Patrizio Bianchi
Ministro

Al Cons. Luigi Fiorentino
Capo di Gabinetto

Ministero Istruzione

 

 

Oggetto: Firma separata CCNI Mobilità

In data 27 gennaio 2022 l'Amministrazione ha ritenuto, con decisione unilaterale, di chiudere la trattativa sul CCNI che regola la mobilità del personale della scuola.

Questa decisione è stata sostenuta da un'unica sigla sindacale mentre le altre 4 sigle firmatarie del CCNL hanno rappresentato la necessità di proseguire il negoziato anche ad oltranza poiché rilevavano alcune importanti novità da approfondire emerse nell'incontro del 25 gennaio. A tal proposito alleghiamo la lettera inviata al Capo Dipartimento.

Riteniamo  quanto  accaduto  molto  grave,  una  gravità  che  travalica  i  contenuti  stessi  del  CCNI, introducendo un  precedente che  rischia  di  scardinare il  sistema delle  relazioni e  delle  regole che sovrintendono i rapporti sindacali non solo nel comparto dell'istruzione e ricerca ma nella pubblica amministrazione nella sua interezza.

Sul piano del metodo sottolineiamo il fatto che, poiché per tutto il mese di dicembre lo stato di agitazione proclamato da FLC Cgil UIL Scuola SNALS Confsal Gilda Unams non ha consentito di svolgere le trattative con la presenza di tutte le sigle sindacali aventi titolo, in modo anomalo invece esse si sono svolte solo fra Amministrazione e una sola organizzazione non coinvolta dalla mobilitazione.

In questa situazione correttezza avrebbe voluto che, come è sempre avvenuto, i risultati di tali anomali confronti fossero messi a conoscenza via via di tutti i sindacati rappresentativi. Purtroppo ciò non si è verificato.

Quando, superata la fase della mobilitazione e ricreatisi le condizioni per la composizione piena del tavolo contrattuale, si è ripresa la trattativa, di fatto l'Amministrazione ha preteso di partire dall'acquisito di un tavolo negoziale a cui ben quattro sigle non avevano partecipato.

In quella sede le delegazioni hanno chiesto ulteriore tempo per approfondire le proposte, anche con trattativa non stop, per poter valutare ulteriori interventi sul CCNI.

Questa opportunità è stata negata. Tale irrigidimento ha portato ad un esito inedito che apre problemi, non solo politici, ma anche giuridici e contrattuali di non poco nocumento.

Ne richiamiamo alcuni.

Un contratto nazionale, seppur integrativo, che riguarda oltre un milione di addetti viene reso valido dalla firma di una sola sigla sindacale.

La giurisprudenza ad oggi ci conforta: in molte situazioni contratti sottoscritti da singole sigle sindacali sono stati ritenuti non validi dai giudici.

Tale contratto ha validità triennale e ciò stride fortemente con il fatto che è alle viste la trattativa del CCNL da cui il CCNI dipende. Riteniamo, come altre sigle, che lo stesso dovrà essere rinegoziato per il biennio 2023/2025.

Sul piano dei contenuti un CCNI che travalica i limiti imposti dal CCNL è fuori norma. Ci riferiamo in modo particolare al fatto che si estende il blocco della mobilità per tre anni al personale già di ruolo che ottenga il trasferimento in una qualunque delle sedi della provincia indicata, quando il CCNL 2018 ha limitato il blocco al solo personale che ottenga una istituzione scolastica esplicitamente indicata nella domanda (art. 22 c.4 lett. a-1 del Ccnl 2018) e non anche qualsiasi sede acquisita attraverso l'indicazione di preferenze sintetiche.

Pertanto con la presente riteniamo di dover segnalare l'esigenza di riaprire il confronto sulla tematica, facendo svolgere una trattativa rispettosa delle prerogative sindacali.

In caso contrario ci troveremo nella condizione di dover valutare tutte le iniziative legali utili intanto a ristabilire la legittimità degli atti e le corrette relazioni sindacali.

 

Tania Scacchetti
​Segretaria nazionale CGIL
Francesco Sinopoli
Segretario generale FLC CGIL 

 

 

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