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Comunicato stampa - Se va avanti così la scuola non parte:...

EMILIA ROMAGNA

SE VA AVANTI COSI’ LA SCUOLA NON PARTE: A UN MESE DALLA RIPARTENZA NON SI SA NULLA DI ORGANICI , TEMPO SCUOLA, SPAZI ADEGUATI, RISORSE, PER FAR RIPARTIRE IN SICUREZZA LA SCUOLA IN EMILIA ROMAGNA

 

A meno di un mese dall’avvio dell’anno scolastico, le scuole dell’Emilia Romagna non sanno cosa aspettarsi per poter ripartire in presenza ed in sicurezza.

Nonostante l’enorme lavoro ed il pressing a cui sono sottoposti i dirigenti scolastici ed il personale tutto, alle prese con un indicazioni e linee guida generiche e le richieste di personale aggiuntivo che subiscono continui cambiamenti, ancora non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel.

Fuori di metafora il tempo è scaduto e lo stiamo dicendo ormai da diverso tempo. Lo abbiamo ricordato alla Ministra durante la sua visita in Emilia Romagna, sollecitando l’esigenza si fare bene e fare presto perché per noi la scuola non è una priorità ma la priorità per la ripartenza del paese. Invece di  affannarsi a ripetere di non creare allarmismi, che va tutto bene, sarebbe meglio dare risposte concrete ai bisogni di un settore che negli anni è stato privato di ingenti risorse e oggi necessità di un progetto, di un’idea di ampio respiro per poter ripartire.

In questo contesto la scuola dell’Emilia Romagna ha necessità di certezze che ad oggi non ci sono a meno che non si voglia ipotizzare che la scuola di settembre sarà quella della didattica mista e delle classi pollaio e del tempo scuola ridotto..

L’organico finora assegnato non corrisponde al bisogno di classi normo dimensionate. Troppe sono le segnalazioni che pervengono dai vari territori di classi pollaio di 28/30 alunni anche classi prime con la presenza significativa di alunni disabili o con fragilità.

Il tempo scuola, ormai è un dato, sarà fortemente condizionato dalla riduzione dell’orario ordinario e il ricorso alla didattica a distanza, che abbiamo definito dell’emergenza nella fase del lockdown, appare la panacea per la ripartenza delle attività e spacciata per il vero elemento di innovazione della scuola del futuro. In alcuni casi, il tempo pieno della scuola primaria non sarà garantito. Nessuna chiarezza per la scuola dell’infanzia (distanziamento, piccoli gruppi…) e l’unica quasi certezza per i bambini sarà legata al consumo dei pasti. Tutti seduti nei propri banchi con il pasto monoporzione!

La scuola dell’Emilia Romagna si sta impoverendo e oltre all’emergenza sanitaria, presto dovremo fare i conti con un’altra emergenza: quella educativa. Non ci bastano le rassicurazioni di questi giorni che descrivono una scuola emiliano romagnola che funziona e che può ripartire nonostante tutto. A maggior ragione se questo si scontra con esigenze che non vengono ascoltate o addirittura ridimensionate.

Così non va. Se come si apprende le risorse aggiuntive che distribuirà il Ministero, saranno attribuite per il 50% in base alle richieste avanzate dagli Uffici scolastici regionali, ci aspettiamo che in questa regione le richieste siano all’altezza delle aspettative legate all’esigenza vera di garantire classi poco numerose, tempo scuola, spazi idonei al mantenimento delle distanze di sicurezza, alla sorveglianza e alle necessità di igienizzazione necessarie.

Non si riparte senza investimenti in personale, senza un investimento culturale sulle priorità e senza un’idea di scuola da troppo tempo assente nel nostro paese.

Sarebbe l’ennesima occasione persa che non potremmo sopportare.

Siamo vicini alle richieste formulate in questi giorni dai Presidenti dei Consigli di Istituto che proprio a Bologna hanno consegnato una lunga lettera al Presidente della Repubblica e alle proposte degli studenti preoccupati per una scuola dimezzata senza prospettiva e futuro.

Edilizia scolastica, trasporti e refezione scolastica sono poi altre complessità che si aggiungono a quelle indicate.

Lo diciamo da tempo: servono disposizioni coerenti e coraggiose al di fuori di ogni retorica. La scuola dell’Emilia Romagna non può arretrare: per questo servono risorse e misure  straordinarie  e un’attenzione delle istituzioni regionali e territoriali che spingano nella giusta direzione: garantire il diritto allo studio, in presenza ed in sicurezza, di tutte le bambine e i bambini, di tutte le studentesse e gli studenti della nostra regione coniugato alla tutela di tutto il personale scolastico . Nessuno escluso.

 

Bologna, 04 agosto 2020             

 

FLC CGIL Emilia Romagna                             Monica Ottaviani

CISL Scuola FSUR Emilia Romagna               Monica Barbolini

UIL Scuola RUA Emilia Romagna                    Serafino Veltri

SNALS Confsal Emilia Romagna                     Gianfranco Samorì

GILDA FGU Unams Emilia Romagna              Rosarita Cherubino

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