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COMUNICATO STAMPA Flc-Cgil e Cgil Bologna: Importante sentenza, la maestra ha diritto al pasto vegano

Con la sentenza n. 2359/2020 di ieri, 9 aprile, il Giudice del Tribunale di Bologna Filippo Palladino ha accolto il ricorso proposto da una docente di scuola primaria che lavora in una scuola bolognese. L’insegnante, assistita dall’Avv. Franco Focareta e sostenuto dalla CGIL Confederale di Bologna e dalla FLC-CGIL di Bologna (che aveva già, con più interventi, cercato di risolvere la questione sul piano sindacale), ha richiesto al Giudice il riconoscimento del diritto di poter fruire di un servizio mensa strutturato in modo da poter soddisfare le esigenze alimentari connesse con la dieta vegana, che ella segue in conformità con le sue credenze etico religiose. La lavoratrice riteneva di subire una discriminazione, in considerazione del fatto che nell’erogazione dei pasti scolastici esistono già diete differenziate su base religiosa, e perfino sulla base di mere scelte alimentari, come per i vegetariani.

Proprio sull’assimilazione della scelta vegana alle scelte religiose, o filosofiche, ha fatto perno il ricorso presentato dallo Studio Focareta, invocando l’applicazione della normativa antidiscriminatoria, anche se la stessa non contempla esplicitamente, tra i motivi di discriminazione rilevanti, la scelta vegana.

Il Giudice, accogliendo questa impostazione, ha ritenuto che “il regime alimentare vegano appare determinato da convinzioni di natura filosofica e/o religiosa che appaiono meritevoli di tutela nell’ambito di ampio riconoscimento del diritto alla libertà di pensiero riconosciuto dalla Costituzione italiana”.

Si tratta di una sentenza innovativa - a quanto consta esiste solo un recente precedente nel Regno Unito -, proprio per l’assimilazione della scelta vegana alle scelte filosofiche e religiose. Assimilazione indispensabile per poter accedere alla tutela antidiscriminatoria: la normativa antidiscriminatoria è caratterizzata da una elencazione tassativa dei motivi di discriminazione rilevanti, e quindi tutelabili in giudizio.

Durante il giudizio peraltro il Comune, prima dell’udienza di discussione della causa, aveva iniziato ad erogare il pasto vegano. La Maestra ha ritenuto comunque di voler arrivare ad una sentenza che affermasse il suo pieno diritto.

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