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9 giugno 2021 - Lettera Parlamentari

flc cgil bologna

Gent.mo Onorevole

Il 9 giugno 2021 a Roma, in Piazza Montecitorio, e in tutte le città italiane, hanno avuto luogo iniziative di protesta e mobilitazione finalizzate a evitare la conversione in legge, senza l'approvazione  di opportuni emendamenti correttivi, di un decreto che tradisce i contenuti del "Patto per la Scuola al centro del Paese".

Considerato che   il 20 maggio 2021 veniva firmato il "Patto" con le Organizzazioni sindacali Confederali, il Governo predisponeva un decreto legge che interviene sulle medesime materie senza alcun confronto. Il decreto, pubblicato il 25 maggio in Gazzetta Ufficiale, DL 73/2021 (detto Sostegni bis), deliberato dal Consiglio dei Ministri è incardinato nell'agenda dei lavori del Parlamento

All'interno del testo di legge due sono gli articoli (58 e 59) che trattano nello specifico delle misure urgenti per la Scuola. Si tratta di interventi, a nostro parere, in grandissima parte inadeguati.

Sicuramente i provvedimenti più gravi sono quelli lesivi  dell'autonomia  contrattuale: non si comprende ad esempio l'invasione normativa in una materia prettamente contrattuale come

la mobilità; bisogna invece andare nella direzione opposta, cioè cancellare ogni invasione di campo sulle materie contrattuali, rimettendo l'intera discussione - come previsto anche dal Patto per la Scuola - al tavolo della contrattazione. Vale per i docenti neoimmessi in ruolo, vale anche per il personale DSGA.

Contraddittoria con i precedenti atti appena emanati dallo stesso Ministero risulta la previsione di attività di recupero intese come attività ordinaria da non remunerare, replicando le misure dello scorso anno su PIA e PAI e in palese contrasto con quanto definito dal Piano Estate 2021 che demanda alla capacità ed alla responsabilità progettuale delle scuole ogni intervento in materia didattica.

Sul fronte dei precari e del reclutamento le misure previste sono parziali e richiedono delle modifiche importanti, a partire dalla cancellazione del requisito dei tre anni di servizio per le assunzioni dalla prima fascia fino all'inserimento della seconda fascia GPS per realizzare le assunzioni stesse.

È necessario prevedere, nell'ambito dei corsi di specializzazione per il sostegno, una quota riservata (50%) ai docenti con tre anni di servizio. Si tratta di docenti che hanno maturato esperienza  e  professionalità  specifica  (riconosciuta  dalla  stesso  Ministero  dell'Istruzione  con l'istituzione  della  II  GPS  sostegno)  ma  che  potrebbero  rimanere  esclusi  stante  l'esiguità  dei contingenti annualmente previsti per i suddetti corsi. Cosi facendo la scuola disperderebbe un patrimonio di professionalità e competenze maturate in tema di integrazione degli alunni con disabilità.

Sul concorso ordinario non è condivisibile la misura  che  vieta  di ritentare il successivo concorso in caso di bocciatura, così come è discutibile la differenziazione tra discipline STEM e altre.

Condivisibile  l'intervento  sugli  idonei  del  concorso  straordinario  e  sulle  quote  di  assunzioni destinate ai concorsi 2018 (quello della secondaria e lo straordinario primaria e infanzia).

Inoltre:

-  non  si  accenna  alle  proroghe  dell'organico  straordinario  (cosiddetto  Covid)  che  ha scadenza di contratto al termine delle lezioni;

- non si riprende la discussione per le procedure semplificate per il concorso del personale assistente amministrativo facente funzione DSGA;

- si prevede la riduzione del numero di alunni da 600 a 500 per il dimensionamento della rete scolastica per il solo 2021/2022. Ne chiediamo l'estensione anche per gli anni 2022/23 e 2023/24 per poter assegnare DS e DSGA stabili

Il testo dunque, a parere di queste OO.SS. è lacunoso ed insoddisfacente e per questo Le chiediamo   di   predisporre   interventi   emendativi   da   consegnare   alla   discussione   in Parlamento per far sì che i provvedimenti enunciati nel DL Sostegni bis non solo siano effettivamente  allineati  e  coerenti  con  il  "Patto  per  la  Scuola",  ma  soprattutto  siano rispettosi delle prerogative sindacali, evitando interventi di manomissione dei contratti nazionali.

Per questi motivi le OO.SS. FLC CGIL Bologna, Cisl Scuola Bologna, Uil Scuola Bologna, SNALS Bologna,

 

CHIEDONO IL SUO IMPEGNO E QUELLO DI TUTTE LE FORZE POLITICHE PER CAMBIARE IL PROVVEDIMENTO DURANTE L'ITER DI CONVERSIONE IN LEGGE E OTTENERE MISURE URGENTI per:

•    la stabilizzazione di tutti i precari sia abilitati e specializzati sia con 3 anni di servizio;

•    la stabilizzazione dei DSGA facenti funzione con 3 anni di servizio;

•    il superamento dei blocchi sulla mobilità del personale docente e DSGA neo assunto;

•    le attività di recupero degli apprendimenti per gli studenti, retribuite come attività non ordinarie;

•    il rafforzamento degli organici del personale docente, educativo ed ATA a partire dalla conferma dell'organico Covid;

•    la riduzione del numero massimo di alunni per classe;

•    consentire la partecipazione a un nuovo concorso anche in caso di mancato supe- ramento del precedente;

•    l'estensione della deroga da 600 a 500 alunni per il dimensionamento della rete sco- lastica anche per il 2022/23 e il 2023/24;

•    la previsione di una quota riservata ai docenti con 3 anni di servizio sul sostegno, nei corsi di specializzazione.

 

Il Patto per la Scuola riconosce l'impegno profuso da tutto il personale durante la pandemia. Ora questo riconoscimento va concretizzato e tradotto in misure e interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro e il regolare avvio dell'anno

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